BEPPE DOMENICI – Pittore e Scultore

Benvenuti al catalogo online del pittore e scultore Toscano Beppe Domenici

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Invito all’evento Le Apuane di Beppe Domenici, 29 Settembre ore 21, Fondazione Arkad, Seravezza

Comunicato Stampa

LE APUANE DI BEPPE DOMENICI
Stefano Pasquinucci intervista Gabriela Domenici,
figlia del poliedrico artista viareggino

Fondazione Arkad – Laboratorio Artco – sabato 29 settembre 2018 ore 21

Pittore, scultore, incisore, mago della cartapesta, ceramista, scenografo, caricaturista, designer… innamorato pazzo delle Alpi Apuane. A dieci anni dalla scomparsa, il poliedrico artista viareggino Beppe Domenici torna protagonista sabato 29 settembre a Seravezza nel penultimo evento del ciclo che accompagna la mostra “Cava”, presso la Fondazione Arkad. Appuntamento brillante, ricco di aneddoti e di colore, sul filo di una carriera pirotecnica, caratterizzata dal grande amore di Domenici per la sua terra. Un colloquio a due tra il giornalista Stefano Pasquinucci e la figlia dell’artista, Gabriela, in cui si parlerà anche del progetto a cura di Alessandro Pasquinucci per la definizione di un percorso turistico interattivo legato alle innumerevoli testimonianze artistiche lasciate da Beppe Domenici in Versilia. L’incontro avrà inizio alle ore 21, preceduto alle 19:30 da un rinfresco. Ingresso libero; prenotazione consigliata telefonando allo 0584 757034 o scrivendo a info@arkad.it.

Al centro dell’intervista il tema delle Alpi Apuane, che Domenici percorse in lungo e in largo e che dipinse in moltissime occasioni. «Beppe, mio padre, aveva quattordici anni quando salì per la prima volta dalle voltoline a Mosceta per proseguire sino alla croce del Pania», racconta la figlia Gabriela. «S’innamorò di queste montagne poderose, scoprendo in anfratti nascosti cave di marmo luccicanti dal sole di mezzogiorno, ammirando al tramonto le cave del rosso Vinca tingersi di rosa, camminando su per crinali ventosi e lucenti in contemplazione di vette, creste, dirupi, canaloni… Portava sempre un blocchetto notes e matita “per prendere appunti” come diceva lui. Camminava, poi a un tratto si fermava e cominciava a disegnare… senza stancarsi mai».
Di Beppe Domenici, artista del Novecento fortemente proiettato nel contemporaneo, si parlerà a tutto tondo, seguendo le mille traiettorie della sua carriera, nel corso della quale sperimentò linguaggi e forme espressive nei contesti più diversi, dal carnevale al mondo del circo, dalle produzioni cinematografiche all’interior design.

L’evento è organizzato dalla Fondazione Arkad in collaborazione con il Comune di Seravezza e la Fondazione Terre Medicee nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni di Michelangelo in Versilia. Nell’occasione sarà aperta alle visite l’esposizione “Cava”: oltre 100 opere di 78 diversi artisti internazionali (fotografi, scultori, pittori, videoartisti, architetti, designer) chiamati ad interpretare il tema della cava in chiave artistica, con il fine di valorizzare l’indiscutibile bellezza e il fascino delle montagne di marmo. la mostra si può visitare dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00, il sabato e la domenica dalle 17:00 alle 20:00 e su appuntamento (0584 757034).

Seravezza, 24 settembre 2018

Ufficio Stampa Comune di Seravezza
Stefano Roni | +39 335 7720573 | ufficiostampa@comune.seravezza.lucca.it

 

Beppe Domenici alla Mostra

Fondazione Arkad, da anni promotrice di attività artistiche e culturali, presenta la mostra “CAVA”, visitabile nella sua galleria dal 28 luglio al 28 ottobre 2018.

Website: http://www.arkad.it
Address: Viale Leonetto Amadei, 358, 55047 Seravezza LU, Italia

La mostra ha come tema la cava di marmo vista come opera d’arte, da ammirare e tutelare, con l’obiettivo di valorizzare ed apprezzare l’indiscutibile bellezza artistica ed il fascino da sempre emanato dalle montagne di marmo. Una tale visione verrà data da artisti di ambiti differenti (fotografi, scultori, pittori, video-artisti, architetti, designer, ecc.) che presenteranno un’interpretazione della cava filtrata dal loro sguardo.

il 29 settembre l’incontro dedicato alla scoperta dell’artista scomparso e presente in mostra Beppe Domenici.

 

Beppe Domenici entra in Museo

Beppe Domenici entra in Museo

Il 3 giugno 2016 a Montelupo Fiorentino in occasione della Conferenza su “Il Blu di Montelupo“ la splendida opera “La Naiade” bassorilievo in ceramica Blu di Montelupo, è entrata a far parte delle collezioni del celebre Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino.

A seguito del grande interesse suscitato dalla mostra “Terra-Fuoco e la Passione” dell’artista Beppe Domenici ,curata dallo storico dell’arte Claudio Giorgetti, mostra che da Londra ad Oslo ha avuto un grande successo e che ha concluso il suo iter proprio nella cittadina toscana patria sin dall’epoca etrusca della lavorazione della ceramica.

Il lavoro dell’artista è stato musealizzato e lo si può ammirare oggi esposto assieme alle opere di altri grandi artisti contemporanei . Il grande bassorilievo è un esempio della maestria e della capacità scultorea di Beppe Domenici che articola lo spazio giocando con le convessità e le linee scivolate in uno schiacciato a rilievo a cui la splendida smaltatura a più fuochi conferisce una luminescenza preziosa ed indefinibile che richiama gli smalti Clunyacensi facendo propria tutta la tradizione plastica che con le Grandi Avanguardie Storiche del ‘900 conclude un percorso iniziato nell’antichità e che con i fregi Robbiani del Rinascimento trova espressione altissima e propria della terra di Toscana. In questa opera Domenici trasmette tutto il suo sapere di ceramista, arte appresa lavorando con Leger e Picasso a Vallauris e poi proseguita ad Albissola assieme a Lucio Fontana, Aligi Sassu, Lele Luzzatti, per poi perfezionarsi nella tecnica degli smalti proprio a Montelupo. Per l’artista dunque è stato come un “ritorno a Casa”.

La NAIADE di Beppe Domenici

09/2012 – Rievocazione del Miracolo dell’8 settembre 1944

Nella giornata dell’8 settembre, ricorre l’anniversario della liberazione degli abitanti di Massaciuccoli dall’occupazione nazista. La popolazione locale, infatti, fu rinchiusa nel Frantoio di Quiesa in attesa della morte, ma all’alba dell’8 settembre riuscì “miracolosamente” a salvarsi anche in seguito al bombardamento di Pisa che mise in fuga i tedeschi. La popolazione del luogo però ci ricorda che questa è anche la data della nascita della Vergine Maria e alla sua intercessione pensano sia dovuta la loro salvezza; i nazisti infatti non erano avvezzi a lasciare tracce di memoria viva durante la loro ritirata, come era accaduto. Per citare tragedie locali, a l’Aquilata o nella villa della nobile famiglia Massarosa.
Da allora ogni anno in questa data, per rievocare lo straordinario evento, si celebra all’interno del frantoio alle ore 18,00  una messa che richiama sempre un gran numero di partecipanti, a testimonianza dell’ intensità con la quale questo avvenimento viene ancora oggi ricordato. Qui si celebra la vita, la luce che ha vinto sulle tenebre.
In questa occasione Manuela Menici, giovane artista toscana già selezionata per la Biennale di Venezia dello scorso anno, inviterà i partecipanti, prima della messa, ad accendere un cero e ad esprimere un desiderio. Le candele di differenti forme e altezze comporranno un paesaggio immaginario la cui luce richiamerà l’idea dell’illuminazione  spirituale e la convinzione che il sacro è ovunque ve ne sia bisogno.
Sulla facciata dell’edificio verrà posta la bellissima immagine in terracotta della “Vergine in trono” (nella foto), che l’artista Beppe Domenici realizzò all’inizio degli anni ’50 nella sua fornace “Ceramica Viareggio” Quest’opera è stata donata dalla famiglia esaudendo ad un desiderio del padre che voleva fosse posta quasi come ex-voto in questo luogo che il popolo leggeva come miracoloso. Infatti in questo periodo Beppe Domenici lavorava a Bozzano per il calzaturificio Apice per il quale creava tutte le campagne pubblicitarie.