BEPPE DOMENICI – Painter and Sculptor

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Beppe Domenici joins the Italian Museo della Ceramica (Montelupo Fiorentino)

Beppe Domenici entra in Museo

Il 3 giugno 2016 a Montelupo Fiorentino in occasione della Conferenza su “Il Blu di Montelupo“ la splendida opera “La Naiade” bassorilievo in ceramica Blu di Montelupo, è entrata a far parte delle collezioni del celebre Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino.

A seguito del grande interesse suscitato dalla mostra “Terra-Fuoco e la Passione” dell’artista Beppe Domenici ,curata dallo storico dell’arte Claudio Giorgetti, mostra che da Londra ad Oslo ha avuto un grande successo e che ha concluso il suo iter proprio nella cittadina toscana patria sin dall’epoca etrusca della lavorazione della ceramica.

Il lavoro dell’artista è stato musealizzato e lo si può ammirare oggi esposto assieme alle opere di altri grandi artisti contemporanei . Il grande bassorilievo è un esempio della maestria e della capacità scultorea di Beppe Domenici che articola lo spazio giocando con le convessità e le linee scivolate in uno schiacciato a rilievo a cui la splendida smaltatura a più fuochi conferisce una luminescenza preziosa ed indefinibile che richiama gli smalti Clunyacensi facendo propria tutta la tradizione plastica che con le Grandi Avanguardie Storiche del ‘900 conclude un percorso iniziato nell’antichità e che con i fregi Robbiani del Rinascimento trova espressione altissima e propria della terra di Toscana. In questa opera Domenici trasmette tutto il suo sapere di ceramista, arte appresa lavorando con Leger e Picasso a Vallauris e poi proseguita ad Albissola assieme a Lucio Fontana, Aligi Sassu, Lele Luzzatti, per poi perfezionarsi nella tecnica degli smalti proprio a Montelupo. Per l’artista dunque è stato come un “ritorno a Casa”.

La NAIADE di Beppe Domenici

09/2012 – Rievocation of the Miracle of the 8th September 1944


Nella giornata dell’8 settembre, ricorre l’anniversario della liberazione degli abitanti di Massaciuccoli dall’occupazione nazista. La popolazione locale, infatti, fu rinchiusa nel Frantoio di Quiesa in attesa della morte, ma all’alba dell’8 settembre riuscì “miracolosamente” a salvarsi anche in seguito al bombardamento di Pisa che mise in fuga i tedeschi. La popolazione del luogo però ci ricorda che questa è anche la data della nascita della Vergine Maria e alla sua intercessione pensano sia dovuta la loro salvezza; i nazisti infatti non erano avvezzi a lasciare tracce di memoria viva durante la loro ritirata, come era accaduto. Per citare tragedie locali, a l’Aquilata o nella villa della nobile famiglia Massarosa.
Da allora ogni anno in questa data, per rievocare lo straordinario evento, si celebra all’interno del frantoio alle ore 18,00  una messa che richiama sempre un gran numero di partecipanti, a testimonianza dell’ intensità con la quale questo avvenimento viene ancora oggi ricordato. Qui si celebra la vita, la luce che ha vinto sulle tenebre.
In questa occasione Manuela Menici, giovane artista toscana già selezionata per la Biennale di Venezia dello scorso anno, inviterà i partecipanti, prima della messa, ad accendere un cero e ad esprimere un desiderio. Le candele di differenti forme e altezze comporranno un paesaggio immaginario la cui luce richiamerà l’idea dell’illuminazione  spirituale e la convinzione che il sacro è ovunque ve ne sia bisogno.
 
Sulla facciata dell’edificio verrà posta la bellissima immagine in terracotta della “Vergine in trono” (nella foto), che l’artista Beppe Domenici realizzò all’inizio degli anni ’50 nella sua fornace “Ceramica Viareggio” Quest’opera è stata donata dalla famiglia esaudendo ad un desiderio del padre che voleva fosse posta quasi come ex-voto in questo luogo che il popolo leggeva come miracoloso. Infatti in questo periodo Beppe Domenici lavorava a Bozzano per il calzaturificio Apice per il quale creava tutte le campagne pubblicitarie.